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PRODUZIONE
L’Agricola Dell’Adda macella esclusivamente i propri migliori animali giunti al giusto punto di maturazione. Per garantire un prodotto di assoluta qualità, utilizza le antiche ricette dei nostri vecchi, abbinate alla pluriennale esperienza e ad un impianto di macellazione di ultima generazione. Le ottime condizioni ambientali, l’osservanza di un rigido protocollo di produzione sono una ulteriore garanzia di genuinità dei nostri prodotti.
L’Agricola Dell’Adda, si avvale di un‘ampia struttura moderna per la lavorazione delle sue carni. All’interno vigono le più severe norme del settore, efficienza e igiene massima, per creare un prodotto di estrema qualità e genuinità, garantito da un piano di autocontrollo HACCP, e da una efficiente catena del freddo.
L’ impianto è suddiviso in vari settori. Il reparto macellazione rispetta tutte le norme relative al benessere animale e sanità alimentare. Dopo la macellazione le carcasse vengono riposte in cella di abbattimento per evitare la proliferazione della carica batterica. In seguito la carne viene spolpata e mondata in un apposito locale a temperatura controllata. L’ultima fase, la più importante, è quella di lavorazione, in questo locale si producono con metodologia artigianale i tradizionali prodotti della cultura del nostro territorio, con l’utilizzo un’attrezzatura d’avanguardia per facilitare la produzione e assicurare un prodotto di qualità costante.
In fine alcune produzioni di lunga stagionatura, vengono affinate nelle vecchie cantine di Monticello B.za, citata nel 1817 da Stendhal, che scrivendo a Parigi il suo Rome, Naples et Florences, diede una descrizione di questo paese e del nostro territorio.
«Monticello: ammirevole panorama dalla Casa Cavalletti. Non ho mai visto niente di simile; all’orizzonte si scorge il Duomo di Milano, e sullo sfondo una linea azzurra disegnata dalle montagne di Parma e di Bologna. Ci troviamo in cima a una collina: a destra vista stupenda: pianura fertile e roccia, e due o tre laghi, a sinistra altra vista magnifica e che, nei dettagli, è l’opposto dell’altra; delle colline, la Madonna di Montevecchia. Sul davanti, questa bella Lombardia, con tutto il lussureggiante della sua verzura e delle sue ricchezze, e un orizzonte senza limiti. L’occhio si perde trenta miglia più in là, tra le brume di Venezia: è il contro-altare della visuale di San Michele in Bosco.
In questo cielo immenso, si vede a volte, in un angolo cinque o sei miglia lontano, una nera tempesta coi suoi tuoni rimbombanti, mentre tutto il resto è sereno. Si vede il temporale che si avanza, si ritira, si annulla, o, in pochi minuti, ci circonda. L’acqua cade a rovesci, d’improvviso tuoni spaventosi scuotono gli edifici; e la purezza ammirevole dell’aria aumenta il nostro godimento.
Tutto ciò è successo nel giro di due ore: ora possiamo distinguere le finestre di una casa a otto leghe da qui». |
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